
L’Accoglienza dell'Associazione Peter Pan Onlus
(analisi statistica al 1° Gennaio 2009) La seguente elaborazione statistica analizza i dati relativi all’accoglienza che l’Associazione Peter Pan offre ai bambini, in cura presso il reparto di oncologia dell’Ospedale Bambino Gesù o presso il reparto di oncologia o di ematologia del Policlinico Umberto I, e ai loro familiari nelle sue strutture di accoglienza a Roma: I NOSTRI PICCOLI OSPITI Dal 4 settembre 2000 l’Associazione Peter Pan ha ospitato in totale, nelle sue strutture di accoglienza, ben 375 bambini (di cui 188 femmine e 187 maschi) e/o i loro familiari. |
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Il fatto che il numero di maschi e di femmine sia praticamente lo stesso ci fa riflettere su come il cancro, senza tener conto della tipologia, sia una malattia che non fa distinzione di sesso. |
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Scendendo nel dettaglio nella “Casa di Peter Pan” il 57% dei bambini ospitati appartiene alla fascia 0-4 anni, il 18% alla fascia 5-9 anni, il 18% alla fascia 10-14 e solo l’8% ha più di 14 anni. Nella Seconda Stella invece la distribuzione è più omogenea nelle quattro fasce d’età: il 25% degli ospiti appartiene alla fascia 0-4 anni, il 33% alla fascia 5-9 anni, il 24% alla fascia 10-14 e il 19% ha più di 14 anni. L’età è un elemento importante per definire il tipo di servizio che Peter Pan vuole offrire ai bambini: ci dedichiamo ai più piccoli con un’assistenza di tipo baby sitting, mentre i bambini tra i 5 e i 14 anni vengono coinvolti in attività di tipo manipolativo-creativo. E’ stato comunque molto bello osservare come gli adolescenti presenti si sono presi cura dei bambini più piccoli, come fratelli maggiori, passando così dal ruolo di assistito a quello di assistente. Esaminando la nazione di provenienza degli ospiti nelle due strutture, osserviamo che nel complesso il 19% dei bambini viene dall’estero mentre l’81% sono italiani. Scendendo nel dettaglio delle due strutture di accoglienza però si osserva che la percentuale di stranieri è molto più alta nella “Seconda Stella” (42%) rispetto alla “Casa di Peter Pan” (12%), e ciò aumenta la complessità della gestione dell’accoglienza. Anche se la diversità culturale in molti casi non è stato un fattore di separazione ma al contrario di aggregazione. Cucina e tradizioni diverse si sono trasformate in occasioni di grande socializzazione e anche di svago. |
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Analizzando nello specifico le regioni di provenienza si conferma che i nostri ospiti provengono principalmente dal centro-sud Italia, in particolare dal Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Abruzzo, Sicilia, Basilicata e Sardegna. Mentre per quanto riguarda i bambini stranieri gli stati di maggior affluenza sono Albania e Libia, Iraq e Venezuela, Romania, Marocco e Kossovo. |
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Altro elemento importante è la composizione media dei nuclei familiari ospitati che è stata di 3,5 componenti (di solito un genitore ed il bambino e l’altro genitore o un parente, nonna o zia o anche un fratellino). I nuclei composti da 1 solo componente mettono in evidenza l’ospitalità che Peter Pan ha potuto dare ai soli familiari nel caso di bambini ricoverati o ai ragazzi stranieri più grandi che vanno in cura senza accompagnatore. |
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I NOSTRI OSPITI NEL CORSO DEL 2008 Nell’ultimo anno (2008) Peter Pan ha accolto in totale nelle due strutture 155 famiglie con i loro bambini (ben 29 famiglie in più rispetto al 2007). Analizzando questo dato per struttura vediamo che di queste famiglie 76 sono state ospiti della casa di Peter Pan, 44 hanno soggiornato alla Stellina, mentre 35 sono state nella Seconda stella. L’apertura della Stellina ha permesso di aumentare la capacità di accoglienza del polo di Via San Francesco di Sales. |
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L'ospitalità fornita ai familiari ed ai bambini onco-ematologici dall'Associazione Peter Pan in questi 8 anni attività nelle sue strutture di accoglienza (per un totale di 3041 giorni) è stata di 91.081 presenze giornaliere, di cui 28.565 sono state quelle dei soli bambini, pari al 31% del totale. |
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Il potenziale risparmio che l’ospitalità fornita dall’Associazione Peter Pan ha procurato alla spesa sanitaria in questi otto anni può essere stimato in circa 6 milioni di euro, confrontando il costo medio giornaliero di un ricovero (circa 400 euro) e quello di una giornata di day-hospital (circa 100 euro) e ipotizzando che solo il 70% dei bambini ospitati, in assenza della casa di Peter Pan, sarebbero stati ricoverati.
Nell’ultimo anno, considerando tutte le strutture di accoglienza messe a disposizione dall’Associazione Peter Pan, il potenziale risparmio è stato di circa 1 milione di euro. Infatti, analizzando nel dettaglio l’accoglienza dell’ultimo anno (2008) sono state registrate in totale 14.589 presenze giornaliere nelle strutture di Peter Pan e negli alberghi messi a disposizione dall’APRA (Associazione Albergatori Romani), quasi 2.000 presenze in più rispetto al 2007. In particolare nella “Casa di Peter Pan” si sono registrate 7.282 presenze giornaliere, tutte di bambini oncologici, nella “Seconda Stella” invece si sono registrate 6.571 presenze giornaliere di cui il 13% di pazienti oncologici e l’87% di pazienti ematologici, evidenziando quindi il doppio servizio offerto dalla struttura. La Stellina, nel suo primo anno di attività, ha registrato ben 731 presenze giornaliere. L’uso degli alberghi, considerati l’estrema risorsa di accoglienza, che mostra le situazioni di esubero nelle strutture, nell’ultimo anno ha registrato solo 5 pernottamenti. |
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Considerando la presenza media giornaliera, si è registrato un valore medio per la “Casa di Peter Pan” di 21 ospiti di cui 6,9 bambini, per la “Seconda Stella” di 15,5 ospiti di cui 4,4 bambini e nella Stellina di 2,5 ospiti di cui 0,5 bambini. Considerando le presenze della Casa e della Stellina si è quindi registrato un aumento dell’accoglienza e delle presenze giornaliere. Anche nella Seconda stella le presenze sono leggermente aumentate. E’ bene comunque ricordare che il limite di accoglienza imposto nella Casa di Peter Pan per questioni di sicurezza che è di 25 persone al giorno, quindi possiamo affermare che la struttura è utilizzata al massimo della sue possibilità. Anche per questo all’inizio del 2008 è stata inaugurata la Stellina, costituita da 3 stanze aggiuntive limitrofe alla Casa di Peter Pan. |
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Considerando il numero totale dei giorni di soggiorno per nucleo familiare si osserva che le famiglie si distribuiscono in 3 gruppi: il 29% è stato meno di 11 giorni, il 32% tra 11 e 90 giorni e il 40% è stato presente nella casa per più di 3 mesi fino ad un massimo di 957 giorni (quasi 3 anni!). Questa distribuzione degli ospiti tra soggiorni brevi, medi e lunghi ha aumentato la complessità del lavoro del volontariato nell’armonizzare caratteri ed esigenze diverse nella convivenza quotidiana. |
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| Considerando invece il numero di volte che una stessa famiglia ha soggiornato nelle nostre strutture di accoglienza si osserva che 86% dei nostri ospiti è ritornato, e che il 61% è ritornato addirittura più di 6 volte, dimostrando la reale esigenza e utilità di strutture come queste. |
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| A conclusione vogliamo presentarvi il trend annuale del numero di famiglie accolte nelle strutture di Peter Pan. |
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| Nel valore dell’ultimo anno registrato per la Casa di Peter Pan è stato incluso anche il numero di famiglie accolte alla Stellina e il picco di crescita dimostra quanto importante è stata l’apertura di questa nuova struttura che ha immediatamente avuto un riscontro favorevole. In generale il grafico mostra un trend crescente che non solo ci conferma l’utilità e la necessità del servizio reso ma anche la validità degli strumenti che abbiamo messo in campo per offrirlo. Il leggero calo del numero di famiglie ospitate nel 2007 nella Seconda stella è connesso ad un diminuito turn over degli ospiti in conseguenza dell’aumento del tempo di permanenza nelle strutture, in particolare degli ospiti ematologici stranieri. Speriamo di continuare ad adempiere sempre meglio alla nostra missione di rendere più vivibile un periodo della vita così duro come quello di chi deve combattere il tumore di un bambino. |