associazione peter pan

Data: 18/06/2010
Fonte: Ansa

Padre dona rene a figlia con tecnica soft

ROMA - Sono ancora pochi in Italia i trapianti da donatore vivente, ma una tecnica 'soft' per il prelievo dell'organo sperimentata per la prima volta oggi potrebbe invertire la tendenza. A permettere il salto di qualita' e' la metodologia 'hand assisted', molto piu' sicura per i donatori, utilizzata per la prima volta in Italia oggi a Roma all'ospedale Bambino Gesu' su un padre toscano che ha donato un rene alla figlia. ''Il trapianto realizzato oggi con la tecnica hand assisted - spiega Alberto G. Ugazio, presidente della Societa' Italiana di Pediatria - apre nuove importanti prospettive per aiutare, grazie a un intervento poco invasivo per il donatore, tanti genitori o fratelli, o persone compatibili, a compiere serenamente la scelta di donare un organo per il trapianto''. La particolare procedura di prelievo e' frutto della collaborazione tra le equipe del Bambino Gesu' e della Mayo Clinic di Rochester (USA). Il prelievo/trapianto di rene e' stato condotto nell'ambito del V Course on Pediatric Urology ''How we do it'' ed e' parte di un progetto finalizzato allo sviluppo della donazione da vivente. La tecnica e' caratterizzata da una minima invasivita', con evidenti vantaggi per il donatore di rene, quali la brevita' della degenza, l'assenza di dolore postoperatorio e l'assoluta sicurezza.  Recenti studi epidemiologici hanno dimostrato da un lato la sicurezza della donazione e dall'altro la superiorita' del trapianto da vivente, in termini di sopravvivenza dell'organo, rispetto a quello da donatore deceduto. Anche la qualita' e l'aspettativa di vita del donatore rimangono del tutto analoghe a quelle del resto della popolazione. Nonostante cio' l'Italia e' agli ultimi posti della graduatoria per questo tipo di donazione, mentre ad esempio nel Nord-America si e' passati dal 43% di trapianti renali pediatrici da donatore vivente nel 1987 al 60% nel 2000, con una tendenza a un ulteriore incremento.  ''I vantaggi che offre questa tecnica - ha commentato il direttore del Centro Nazionale Trapianti Alessandro Nanni Costa - vanno a favore di chi si trova a prendere in esame questa opzione. Mi auguro, che tecniche a bassa invasivita', come quella utilizzata oggi, si diffondano sempre di piu' anche per facilitare l'incremento del numero delle donazioni e dei trapianti''.   ( di Pier David Malloni)

 

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